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i desideri necessitano sacrifici..
..era un bel po’ che non salivo su un albero! -
The Britney's Conversion - 7 Days in Kamakura (Acoustic) →
30 anni. 10 suonando punk hardcore.
Qualsiasi discorso filosofico sarebbe inappropriato e superfluo per descrivere quanto mi ha dato la musica. Quella vera. Quella suonata col sangue. Quella sentita dentro.
Se alle superiori mi avessero detto che avrei registrato cd urlatissimi veloci e strazianti, non ci avrei creduto.
Se mi avessero detto che sarei finito all’ospedale per farmi cucire in fronte i danni da concerto, mi sarebbe sembrato inverosimile.
Se 3 mesi fa mi aveste detto che avrei registrato in camera con gli amici un cd acustico, parlato, e romantico, vi avrei riso in faccia.
Ora mi guardo allo specchio, penso a quanto la vita sia ciclica e mutevole, e sorrido.
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Sette anni di bei ricordi in un solo pomeriggio.
Grazie Marina di Ravenna.
Grazie RivaVerde.
Grazie Bocabarranca.
Grazie Irma e Pino.
Grazie Sottomarino.
Grazie MiniGolf.
Grazie Mezzano.
Grazie Taverna Bukowski.GRAZIE SLAMTRICK.
È anche merito tuo se sono quello che sono.(La pentola con cui picchettavo la tenda la uso ancora)
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Oggi mi sento un po’come il mare d’inverno che aspetta l’estate. Come un lunapark chiuso che aspetta la bella stagione.
Il sole invernale riscalda solo in superficie.
E come l’acqua più profonda, resto gelido, immobile, vittima e carnefice di questa situazione temporanea.Aspetto risposte.
E’ assurdo come il lavoro sia in grado di impossessarsi prepotentemente della propria vita.
Tutto comincia con alcune domande alle quali si risponde sempre mentendo.“Dove ti vedrai da qui a 10 anni?”
- non lo so, non so neanche cosa farò il prossimo weekend, e non per questo sono immaturo.“Cosa ti piacerebbe fare da grande?”
- distruggere il sistema economico e religioso per vivere libero.Maslow sarebbe molto apprezzato tra gli hipsters ora che vanno di moda le piramidi.
“In che gradino della scala dei bisogni ti collocheresti?”
- su tutti, e su nessuno.Aspetto l’estate.
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† CIAO CIAO SALETTA
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Non c’è davvero molto da dire..
Si chiude l’ennesima porta.. Una porta che - al suo interno - ha visto nascere progetti come La Scena, che ha sopportato ore ed ore di urla e rumore, di sessioni di registrazione e che ha fatto da teatro a serate rinchiuse ancora nel cuore di molti di noi.
Un’ultima data.
Un ultimo rendez-vous tra amanti.
Per salutarla, per renderle omaggio a modo nostro.
Io fossi in te verrei.
E starei lì fino all’ultimo secondo.
Anche dopo che avrai finito l’ultima goccia del tuo sudore.
Fino a che non rimarrà solo il silenzio.
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♬ SCALETTA
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⌚ Dalle 21:30 si alterneranno agli amplificatori - in un ordine ancora da definire:
TRENT - HC/Skatepunk da più di un decennio
http://trent.azote.it/
DANNY TREJO - HC da Venezia (Ex Gonna Fall Hard)
http://www.myspace.com/gonnafallhard
SPAVALDERY - Rotten Roll da Pordenone
http://www.facebook.com/spavaldery
E forse forse.. Forse.. Anche qualcun’altro dei vostri gruppetti preferiti.. ♡
Dall’1:00 circa in poi danze popolari con TOM (indie e rock&roll) e il DEZO (80’s pop&trash).
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⚠ INFO DI SERVIZIO
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Entrata gratuita.
Portati da bere da casa e magari portalo anche per noi.
Regala pure i tacchi alla tua cuginetta quindicenne.
Parcheggia in strada e non sul campo.
Riempici di gioia.
PS: L’evento su FB lo trovi qui: http://www.facebook.com/events/226252077451745/ -
In casa non ho mai avuto animali “impegnativi”.
Canarini, tartarughe e pesci rossi sono stati mano a mano accantonati crescendo. Il mio distratto rapporto casa-natura si è concluso qualche anno fa con un piccione trovatello che non sapeva volare e un porcellino d’india ricevuto in regalo.Quello che mi ha fatto sempre paura dei gatti e dei cani è l’affezionarsi. Perché portarsi in casa un animale di cui poi piangere la scomparsa?
Ho sempre ragionato così nei miei rapporti affettivi..Chissà se questo gatto si rende conto di essere uno dei pochi che nasce e morirà qui ..forse dovrei regalargli un cappellino con scritto NY!
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New York a guardarla bene, è proprio come un carlino.. Fa talmente schifo che è bellissima!
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Oggi è il domani di ieri, oggi è lo ieri di domani.
Pochi posti ormai ti fanno sentire al di fuori del tempo: un relativismo temporale scandito da rapporti interpersonali sempre più virtuali e asettici, distaccati. Da bip.
Ci siamo dimenticati l’odore del fuoco,
il sapore del freddo pungente,
l’aria tersa che solletica le orecchie,
il suono dei campanacci di mucche al pascolo.Da un paio di giorni ho 30 anni e il tempo x me si è fermato. Nonostante l’influenza abbia bussato puntualmente alla porta a farmi gli auguri, sono felice.
Perché oggi è oggi e basta.
La vista da qui è quella di quando ero bambino.
..E ho pestato due cacche di cavallo nel giro di 5 minuti -
sarà un anno fortunato! -
Giorni della merla →
il lavoro non nobilita l’animo. lo distrae, ci gioca a ping pong su un tavolo in cemento con le reti di metallo, e prima che la partita sia finita, ci si rende conto che il tempo è scaduto, e si è giocato per niente.
non è più epoca di tornei, di divise ridicole e scintillanti, di cappelli col frontino trasparente di plastica, di doppi in amicizia. il lavoro è un muro verdognolo e scrostato che ci tiene impegnati ogni giorno, a far fare all’annoiata pallina sempre gli stessi zanzareschi spostamenti.
..e ci si perde la vita vera.c’è però un modo per sentirsi un po’ meno presi in giro dall’oceano macroeconomico in cui stiamo sempre di più annegando, ed è quello di trovare degli appigli:
non sono mai stato molto credente. fin da piccolo andavo a messa perché ci andavano i miei coetanei. e ho smesso quando ho cominciato a capire che non è altro che il più antico, subdolo e raccapricciante metodo di controllo sociale della modernità;
non sono neanche un amante della palestra o degli sport “settimanali”. né praticati né osservati e commentati con fervore e birra in mano assieme ad amici poco interessanti;
il modo che ho scelto è di comunicare questo disagio suonando con un gruppo di cari amici. per noi, per me, per nessun altro.ed eccomi qui, mentre riposo dal ping pong mentale quotidiano, che mi rendo conto che è passato quasi un anno da quando è stato registrato l’ennesimo ciddí.
suona triste, fastidioso, struggente, violento e malinconico.
non è di sicuro il link trash sentimentale che va tanto di moda condividere o l’inutile ennesimo “vaffa” autoreferenziale a una classe politica tanto ipocrita quanto marcia e dannosa.
però rappresenta qualcosa di vero e tangibile. ed ora che mi sono deciso a pubblicarlo non è più solo mio.
è di tutti, che lo vogliate o no - anche perché so già che non vi piacerà.




